lunedì 28 dicembre 2009

Marcia dei diritti a Sannicola (Lecce)

L'associazione Hey That's Amore di Galatone sta organizzando per domenica 31 gennaio 2010 a Sannicola (Lecce) una grande marcia per i diritti prendendo spunto dall'art. 3 della Costituzione Italiana.

Art. 3 della Costituzione Italiana
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
Chiunque volesse prendervi parte e aderire nell'organizzazione può rivolgersi a Sebastiano Grasso: seba41@yahoo.it Questo è il link al gruppo presente su facebook: La Marcia dei Diritti.

martedì 2 dicembre 2008

Vaticano: l'omosessualità resti reato


GAY: BONIVER, ALLARMA ANACRONISTICA POSIZIONE VATICANO

"Allarma l'anacronistica posizione del Vaticano, contraria alla depenalizzazione dell'omosessualita' da parte dell'Onu". E' quanto afferma Margherita Boniver (Pdl) Presidente del Comitato Schengen. "Il progetto di dichiarazione che la Francia, a nome dell'intera Unione Europea, intende presentare all'Onu a favore di una depenalizzazione universale dei reati connessi all'omosessualita' - spiega Boniver - e' stato oggetto di approvazione da parte di tutti i 27 Governi europei. Conosciamo i timori del Vaticano circa un approdo, ancora molto lontano, ad un riconoscimento del matrimonio tra omosessuali, ma questo non deve impedire una sacrosanta battaglia a favore di queste minoranze che, in moltissimi Paesi, sono oggetto di pesanti discriminazioni e - conclude Boniver - addirittura, in alcuni casi, rischiano la pena di morte".

La Repubblica.it (01 dicembre 2008)

giovedì 13 novembre 2008

Eluana, la Cassazione ha deciso: stop all'alimentazione

Da L'Unità

Il ricorso è bocciato. E Beppino Englaro può finalmente decidere di sospendere l’alimentazione forzata di sua figlia Eluana. La Corte di Cassazione ha messo la parola definitiva sulla vicenda della ragazza in coma da sedici anni: conferma il decreto dello scorso luglio della Corte d'appello di Milano che aveva dato il via libera allo stop per i trattamenti sanitari che tengono in vita la 37enne. E boccia il ricorso che aveva avanzato al procura di Milano.

Finisce un calvario che ha scatenato la guerra tra i sostenitori della libertà di scelta per chi praticamente non vive più e chi invece continua a sostenere la dignità della vita anche quando non è più tale.

Il verdetto della Cassazione ha in sostanza accolto la richiesta del procuratore generale della Corte, Domenico Iannelli, che martedì aveva giudicato «inammissibile» il ricorso portato avanti dalla Procura di Milano: l pm di Milano che ha fatto ricorso contro la sentenza sulla sospensione dell’alimentazione, secondo Iannelli, infatti, non era «legittimato a muovere l'azione», in quanto, secondo il pg non si tratta di «un interesse generale e pubblico ma di una tutela soggettiva e individuale» di Eluana.

Insomma, la sentenza di luglio, in cui si sosteneva la sospensione delle cure, si riferiva ad un caso specifico, supportato da perizie mediche che hanno dimostrato come Eluana sia clinicamente morta. E ora le Sezioni unite della Corte di Cassazione hanno confermato che la procura di Milano non era legittimata ad impugnare la sentenza.

Le prime parole del padre, Beppino Englaro, alla notizia del verdetto sono state secche: «È la conferma che viviamo in uno stato di diritto».

sabato 8 novembre 2008

S. Maria di Leuca: prete esorcista fregato di € 639.000

La Gazzetta del Mezzogiorno, di oggi 8 novembre, pubblica un' intervista a don Giuseppe Stendardo, il parroco-esorcista del santuario di santa Maria di Leuca, turlupinato da un promoter finanziario, Paolo Fino, ora incriminato.

Il prete gli avrebbe affidato € 639.000 per investimenti, andati "a buca", somma che non apparterrebbe al Santuario, ma solo frutto di "vecchie assicurazioni e di 50 anni di lavoro"; ha certamente ben "predicato" e ben sperato di realizzare, come accennato, un progetto non ancora pubblicizzabile.
Si ricorderà che a giugno il papa era "sceso" in elicottero su Leuca, "finibus terrae", dove si tenta di dar vita ad un progetto abortito di raddoppio del santuario, finalizzato al redditizio turismo religioso.

Non sappiamo quanto ha faticato il "religioso" per accumulare, per quanto venuto fuori, la bella sommetta, e quale progetto, andato a male inseguiva.
Da esorcista parroco "ai conFini della terra", non ha saputo tener a bada Fino, l'indemoniato tentator Finanziario.
Giacomo Grippa, Coordinatore UAAR, Circolo di Lecce.

mercoledì 5 novembre 2008

Obama, primo discorso da Presidente laico

L’incipit del primo discorso di Obama da Presidente degli Stati Uniti d’America dà valore all’uguaglianza oltre tutte le barriere. Lo riportiamo di seguito.


Buonasera Chicago.

Se c’è qualcuno là fuori che ancora dubita che l’America sia un paese dove tutto è possibile, che ancora si chiede se il sogno dei nostri padri fondatori sia ancora vivo in quest’epoca, che ancora si chiede quale sia la forza della nuova democrazia, beh, stasera ha avuto una risposta.

E’ la risposta delle file intorno alle scuole, intorno alle chiese, numeri che questo paese non ha mai visto, con persone che hanno aspettato tre, quattro ore, molti per la prima volta nella loro vita. Perché credevano che questa volta le cose dovevano essere diverse, che la loro voce avrebbe rappresentato questo cambiamento. Le voci dei giovani e dei vecchi, dei ricchi e poveri, dei democratici, repubblicani, bianchi, neri, ispanici, nativi, omosessuali, eterosessuali, abili, disabili; gli americani hanno lanciato un messaggio al mondo: non siamo mai stati una raccolta di individui, non siamo mai stati una raccolta di stati rossi o blu, siamo stati e sempre saremo gli Stati Uniti d’America.
(...)

martedì 4 novembre 2008

Un sogno divenuto realtà

«I have a dream», 45 anni dopo

ROMA (5 novembre) - Il sogno di Martin Luther King è diventato realtà, 45 anni dopo quel "I have a dream" (Ho un sogno) del famoso discorso tenuto dall'icona dei diritti civili dei neri il 28 agosto 1963 davanti al Lincoln Memorial di Washington al termine di una marcia di protesta per i diritti civili. Oggi i cittadini americani hanno deciso che Barack Hussein Obama sarà il primo presidente nero degli Stati Uniti, il primo uomo di colore ad insediarsi alla Casa Bianca. E' un segnale indiscutibile di coraggio, di capacità di cambiare. E' un segnale che conferma che l'America sa sempre trovare dentro di sé - soprattutto quando tutto sembra andare per il verso sbagliato - la forza, la determinazione e le motivazioni per scegliere strade nuove, per avviarsi in sentieri inesplorati alla ricerca ancora di un'altra "nuova frontiera".

Obama è figlio di un immigrato keniano e di una donna bianca del Kansas. Ha vissuto la sua infanzia tra le Hawaii, dove è nato, e l'Indonesia, ha combattuto per poter crescere in un'America che non gli mai ha regalato niente, ma che gli ha anche dato le possibilità di meritarsi una scalata sociale - dalla Columbia University alla Harvard Law School - che sarebbe molto difficile in qualunque Paese europeo. Il nuovo presidente Usa ha saputo incarnare l'anima profonda degli americani, quella che sa vivere di sogni e traguardi apparentemente irraggiungibili, di cambiamento e di nuove sfide. In lui, gli americani che oggi guardano con paura a un futuro dai contorni indefinibili e carico di presagi negativi, hanno visto un uomo capace di dare nuove speranze e, forse, di indicare una strada diversa da quella difficile e tortuosa che sono costretti a percorrere da qualche tempo. I paragoni, per ora sicuramente prematuri, fatti con John Fitzgerald Kennedy si giustificano, in parte, più dal lato emotivo che da quello concreto dei programmi e dei fatti, anche se Obama ha già indicato alcuni cambiamenti strutturali davvero significativi. Ma il punto fondamentale è che Obama ha saputo parlare al cuore dei suoi concittadini, dando loro la sensazione e, forse, la convinzione che un cambiamento non solo è necessario, ma anche possibile.

Gli Stati Uniti oggi hanno dato una lezione importante anche alla Vecchia Europa. Nei momenti difficili gli americani sanno ritrovarsi come hanno fatto oggi nelle lunghe file, in tutti gli angoli del Paese, davanti ai seggi elettorali. Sanno decidere con coraggio senza guardarsi indietro, sanno
scegliere senza paura di sbagliare, sanno osare e voltare pagina. Non in tutti i Paesi europeo oggi sarebbe possibile immaginare un presidente di colore figlio di un immigrato.
Il Messaggero