martedì 4 novembre 2008

Un sogno divenuto realtà

«I have a dream», 45 anni dopo

ROMA (5 novembre) - Il sogno di Martin Luther King è diventato realtà, 45 anni dopo quel "I have a dream" (Ho un sogno) del famoso discorso tenuto dall'icona dei diritti civili dei neri il 28 agosto 1963 davanti al Lincoln Memorial di Washington al termine di una marcia di protesta per i diritti civili. Oggi i cittadini americani hanno deciso che Barack Hussein Obama sarà il primo presidente nero degli Stati Uniti, il primo uomo di colore ad insediarsi alla Casa Bianca. E' un segnale indiscutibile di coraggio, di capacità di cambiare. E' un segnale che conferma che l'America sa sempre trovare dentro di sé - soprattutto quando tutto sembra andare per il verso sbagliato - la forza, la determinazione e le motivazioni per scegliere strade nuove, per avviarsi in sentieri inesplorati alla ricerca ancora di un'altra "nuova frontiera".

Obama è figlio di un immigrato keniano e di una donna bianca del Kansas. Ha vissuto la sua infanzia tra le Hawaii, dove è nato, e l'Indonesia, ha combattuto per poter crescere in un'America che non gli mai ha regalato niente, ma che gli ha anche dato le possibilità di meritarsi una scalata sociale - dalla Columbia University alla Harvard Law School - che sarebbe molto difficile in qualunque Paese europeo. Il nuovo presidente Usa ha saputo incarnare l'anima profonda degli americani, quella che sa vivere di sogni e traguardi apparentemente irraggiungibili, di cambiamento e di nuove sfide. In lui, gli americani che oggi guardano con paura a un futuro dai contorni indefinibili e carico di presagi negativi, hanno visto un uomo capace di dare nuove speranze e, forse, di indicare una strada diversa da quella difficile e tortuosa che sono costretti a percorrere da qualche tempo. I paragoni, per ora sicuramente prematuri, fatti con John Fitzgerald Kennedy si giustificano, in parte, più dal lato emotivo che da quello concreto dei programmi e dei fatti, anche se Obama ha già indicato alcuni cambiamenti strutturali davvero significativi. Ma il punto fondamentale è che Obama ha saputo parlare al cuore dei suoi concittadini, dando loro la sensazione e, forse, la convinzione che un cambiamento non solo è necessario, ma anche possibile.

Gli Stati Uniti oggi hanno dato una lezione importante anche alla Vecchia Europa. Nei momenti difficili gli americani sanno ritrovarsi come hanno fatto oggi nelle lunghe file, in tutti gli angoli del Paese, davanti ai seggi elettorali. Sanno decidere con coraggio senza guardarsi indietro, sanno
scegliere senza paura di sbagliare, sanno osare e voltare pagina. Non in tutti i Paesi europeo oggi sarebbe possibile immaginare un presidente di colore figlio di un immigrato.
Il Messaggero

sabato 1 novembre 2008

Anche nel PD ci sono deputati razzisti: Paola Binetti e le sue angoscianti affermazioni

La senatrice del PD, che pratica la mortificazione corporale con il cilicio, pronuncia aberranti affermazioni: "esclusione gay dal sacerdozio per combattere pedofilia".
L'arcigay sporge denuncia e invoca il pronunciamento dell'Ordine dei Medici.


La senatrice Paola Binetti, intervistata dal “Corriere” sulla presa di posizione vaticana tesa ad escludere gli omosessuali dal sacerdozio, plaude e afferma: “Le tendenze omosessuali fortemente radicate presuppongono la presenza di un istinto che può risultare incontrollabile. Ecco: da qui scaturisce il rischio di pedofilia”.
Il movimento gay reagisce indignato. Franco Grillini risponde con una lettera a Veltroni, in cui scrive: “con le dichiarazioni di oggi della signora Paola Binetti, deputata Pd, si va decisamente al di là della pur aspra polemica tra cattolici e laici, e si entra, viceversa nel terreno dell’intollerabile insulto razzista verso le persone omosessuali. Qui, caro Walter, siamo di fronte ad una gravissima sovrapposizione tra omosessualità e pedofilia, tanto falsa quanto delittuosa”. Il presidente di Arcigay Aurelio Mancuso chiede “all’Ordine nazionale dei Medici di pronunciarsi in modo chiaro e definitivo e di prendere le distanze da queste aberranti affermazioni” e rincara: “C’è da chiedersi infine come la Binetti possa militare in un partito il cui leader, Walter Veltroni, solo una settimana fa, ha denunciato l’omofobia dilagante in Italia”. Il Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli critica le “parole gravissime che, se forse rivelano i retropensieri delle gerarchie cattoliche” che però “non trovano nessun riscontro nella realtà e nella letteratura scientifica, ma sono anzi atte a ingenerare allarme e fomentare odio e discriminazione nei confronti delle persone omosessuali, la cui vita affettiva e sessuale non si esercita certo in istinti brutali e incontrollabili verso nessuno, tanto meno i bambini”.
Anche nel Pd emergono comunque decise prese di distanza rispetto alle parole della Binetti: Barbara Pollastrini, dicendosi “turbata”, spiega che “c’è una soglia oltre la quale diventa impossibile capirsi”, specie “in un partito che ha una sua cultura e valori che parlano chiaro a proposito del rispetto delle persone e della lettura della società”. Giorgio Tonini, senatore Pd e membro del coordinamento di partito, afferma: “è omofobia anche confondere l’orientamento omosessuale con la pedofilia: una mostruosità questa che, come è noto, può essere anche eterosessuale”. Assicura che il Pd “come tale” non può “esprimersi su una questione interna alla Chiesa come quella dell’ammissione degli omosessuale al sacerdozio”, spiegando però che “la distinzione tra peccato e reato è uno dei fondamenti della laicità”, che vale “in entrambe le direzioni”: “Non spetta alle confessioni religiose stabilire cosa è reato. Allo stesso modo non spetta alla politica decidere cosa è peccato. Naturalmente, in una società aperta, tutti possono esprimersi su tutto. Gli esponenti del Pd che hanno ritenuto di esprimere la loro opinione in materia lo hanno dunque fatto, come è ovvio, a titolo personale”.

domenica 26 ottobre 2008

A Lecce aderiscono allo "sbattezzo" dell'UAAR

A Lecce si sono sbattezzati in sei, a cui aggiungerne altri sette in corso di spedizione e tre dalla provincia.
L'iniziativa della prima Giornata nazionale dello sbattezzo è stata riptresa dalla stampa locale: sulla Gazzetta del mezzogiorno con uno stringato, ma sufficiente comunicato ed un servizio più completo sul Nuovo Quotidiano.
Abbiamo curato con una estesa, ripetuta diffusione del volantino l'illustrazione dell' iniziativa su cui abbiamo registrato tanta attenzione, consenso, sparuta stizzosa contrarietà da parte di acriitici credenti.
Eppure a fronte della denuncia dell'arbitrio di battezzare un neonato, abbiamo sempre sentito dire che il problema, la stortura non sussisterebbe, data la possibilità per il minore di cambiare da grande scelta o appartenenza!!.


Grande rilievo abbiamo poi conseguito, promuovendo, contestualmente alla istituzionalizzata giornata dello sbattezzo, una conferenza, tenuta dalla ricercatrice, Primarosa Saponaro di Carovigno, sulla figura di Salvatore Morelli, il parlamentare salentino, nativo di Carovigno che raccomandava di tenere i preti fuori dalla vita dei bambini, dalla scuola, dalla società, il politico che, primo in Europa, presentò nel 1867 un disegno di legge sul voto alle donne, la parità dei sessi, il nome della madre ai figli, il divorzio, l'equiparazione figli naturali con i legittim, la scuola laica, l'abolizione del ministero della Istruzione Pubblica.
Il suo principale libro: la donna e la scienza contiene la più avanzata, non solo per quei tempi, riflessione sulla funzione educatrice della donna, sull'utilità delle scienze sociali.
Come circolo abbiamo deciso di trattare per la prossima edizione del Darwin day uaar 2009, il tema: l'evoluzionismo e la donna, presentando al Consiglio Comunale e al Sindaco di Lecce la proposta di intitolare una via a Salvatore Morelli.
Si precisa che la scelta dello sbattezzo è sempre formalizzabile in ogni momento per il tramite dell'Uaar, o autonomamente.
La chiesa cattolica corre ai ripari, è forse anche per la nostra iniziativa che la diocesi di Lecce ha organizzato una tre giorni di studio sul battesimo da rilanciare come nuova evangelizzazione.
Ancora!
Cari saluti a tutti.
Giacomo Grippa

sabato 25 ottobre 2008

Pedopornografia, tra gli indagati un segretario comunale e operatori di culto


La Polizia Postale e delle Comunicazioni di Udine ha eseguito un'importante operazione contro la pedopornografia in rete. Sono state compiute 98 perquisizioni, nei confronti di altrettanti indagati, in 37 province italiane.

L'operazione, coordinata dalla Procura di Trieste, ha permesso di scoprire un sito dal quale era possibile scaricare video pedopornografici a pagamento, con bambini e bambine di varie etnie, di eta' compresa tra i 2 e gli otto anni, coinvolti in atti sessuali con adulti.

Novantotto persone indagate, di eta' compresa tra i 26 e i 59 anni, - fra le quali un segretario comunale e alcuni operatori di culto cattolico e musulmano - due arrestate in provincia di Trento e una quantita' enorme di materiale sequestrato. I dettagli dell'operazione sono stati resi noti questa mattina a Udine.

Le persone indagate "rispecchiano - ha detto Romeo Tuliozzi, responsabile della Polposta di Udine - un po' tutte le categorie sociali: dai professionisti agli studenti, dagli operai agli impiegati fino agli operatori di culto, sia cattolici sia musulmani".
Nell'operazione - cominciata agli inizi del 2007 - sono stati sequestrati 118 personal computer, 168 hard disk, 3.634 cd, 678 dvd, 579 videocassette e 49 pendriver.

L'indagine e' partita 'monitorando' un sito internet, per accedere al quale si doveva pagare 98 dollari, che pubblicizzava solamente materiale pedopornografico. Si e' cosi' potuto
appurare che il server era negli Stati Uniti, mentre la societa' che gestiva il traffico era di Mink (Bielorussia). Contatti con il Dipartimento dell'Immigrazione Usa e con il Dipartimento per
i crimini informatici di Minsk hanno permesso di debellare la 'banda'. Nella capitale bielorussa, in particolare, sono stati sequestrati quattro milioni di dollari provento degli acquisti
on-line di materiale pedopornografico.

Da rainews24.rai.it

mercoledì 22 ottobre 2008

L'Uaar di Lecce invita alla Giornata Nazionale dello Sbattezzo

L'Uaar di Lecce, per la giornata nazionale dello sbattezzo, questo sabato 25 ottobre, alle ore 18.00 terrà nella sede del Circoletto, in via delle Bombarde 10/a, Porta Napoli, un incontro per le adesioni da inviare al parroco e consegnare in vescovado.
Questa data è stata scelta perché 50.mo anniversario della sentenza sul caso del vescovo di Prato che aveva denigrato pubblicamente 2 cittadini, rei di essersi sposati civilmente: il giudice lo assolse perché la coppia era battezzata e, pertanto, ancora "suddita" del suo vescovo.

Chi si sbattezza lo fa per coerenza con se stesso e non essere compreso in quel 96% di cittadini che la Chiesa considera cattolici perché battezzati da piccoli, sulla base di rimaneggiati riferimenti teologici. Un 96% in nome del quale condiziona la vita pubblica, conserva privilegi d´ogni tipo, ledendo la laicità dello Stato, la libertà di coscienza, la dignità delle persone non credenti».

La ricercatrice Primarosa Saponaro relazionerà su Salvatore Morelli, il parlamentare salentino, nativo di Carovigno, nominato dal ministro L. Romano presidente dell'orfanotrofio di Lecce, il primo, tra il 1867/1880, a presentare disegni di legge per il voto alle donne, la parità fra i sessi, il nome materno ai figli, il divorzio, la cremazione, la scuola laica, il riscatto dei bambini dall'oscurantismo catechistico, l'abolizione del Ministero dell´Istr. Pubblica.

Giacomo Grippa, Uaar, unione degli atei e degli agnostici razionalisti, Lecce

venerdì 17 ottobre 2008

La chiesa cattolica lontana dalla povertà e dalla miseria

Due anni fa, in un articolo, mi occupai dei problemi umanitari, sociali, economici ed esistenziali che la chiesa normalmente trascura. Il pezzo l’ho intitolato “La Chiesa e il Papa lontani dalla realtà”. E’ successo un putiferio, mi sono arrivate diverse telefonate, anche di autorità religiose, indignate e dispiaciute per il mio pezzo su questo giornale. Ho comunque spiegato che rimanevo convinto delle mie idee e di quello che avevo scritto. Dopo settecento giorni ritorno ad occuparmi dell’argomento, visto che il nostro pontefice non finisce mai di stupirci.
Premetto che sono un cattolico credente (evidentemente a modo mio) e che non riesco a non dire le cose che effettivamente penso. Papa Ratzinger, alcune settimane fa, è andato a in Sardegna e ha parlato di laici e politica. Dicendo che nel nostro Paese serve “una nuova generazione di politici cattolici” che “abbiano rigore morale e competenza”. Successivamente si è spostato nel territorio francese e ha parlato nuovamente di politica e laicità. Sicuramente questi sono gli argomenti che attualmente interessano maggiormente alla nostra Chiesa. E i nostri politici soggiacciono senza manco tentare di pronunciare un “ma”.
E’ a questo punto certificato che in Italia si vive un periodo storico in cui i democristiani sono ancora una volta importantissimi, determinanti, sia nel governo che nell’opposizione. I politici laici, comunque, dovrebbero far sentire le loro parole e far conoscere il loro pensiero una volta ogni tanto. E’ comprensibile che la Chiesa si occupi della politica di casa nostra ma forse sarebbe necessario anche che la politica ogni tanto si occupasse della Chiesa. Possibile mai che nessuno senta l’esigenza, avvertita sempre più insistentemente dalle persone (anche da quelli che vanno a Messa), di una Chiesa più vicina al sociale che alla politica?
Possibile che non si possa puntare a una Chiesa più moderna, più aperta ai problemi dei nostri giorni e meno invischiata nella coordinazione politica delle cose terrene? Possibile mai che la Chiesa non si sia ancora decisa a risolvere nel continente nero il “disastro” umanitario dell’Aids? Un fermo “no al profilattico…”, e la gente continua a morire come insetti.
Possibile mai che la Chiesa non si renda conto che le donne desidererebbero un ben altro ruolo nella gestione delle anime? Invece di essere ancora relegate ai margini della comunità ecclesiale. Possibile che la Chiesa non si renda conto di dover risolvere con sempre maggiore determinazione la questione dei preti pedofili? Si inizia ad affrontare la questione (qualche volta male e in ritardo), facendo arrabbiare ancora di più i fedeli traditi nella loro fiducia.
Questo Papa parla di pedofilia incompatibile con la vita sacerdotale. Ma che dichiarazione è? Vorrei vedere il contrario… Sarebbe meglio dire che la Chiesa d’ora in poi collaborerà con la giustizia denunciando qualunque abuso venga a conoscenza. Possibile mai che i divorziati debbano continuare ad essere considerati peggio degli assassini e dei delinquenti (e degli stessi preti pedofili).
Possibile mai che da un giorno all’altro debba arrivare dall’alto l’ordine di ripristinare la Messa in latino, togliendo ai fedeli più umili quella che sembrava una conquista attesa da secoli, la conquista di poter “comprendere e capire”? Ecco, parliamo di politica, parliamo di laicità, parliamo dell’urgenza di politici cattolici, ma parliamo anche di queste cose. Se ne abbiamo il coraggio.
A volte mi domando se il Signore tornasse si comporterebbe così. Io penso a un tale che andava con stracci a predicare Amore.
(e.a.)
Dal sito:
www.osservatorio-sicilia.it

domenica 12 ottobre 2008

Eluana e la sua vita senza vita

I medici rinunciano alle trasfusioni: «Non vogliamo accanirci su di lei». Il padre: «Un'altra giornata d'inferno»

LECCO
Sono rimaste stabili, dopo l’arresto della grave emorragia dei giorni scorsi, le condizioni di Eluana Englaro, la donna di 37 anni di Lecco, in stato vegetativo da oltre 16 anni a causa di un incidente stradale.

La vicenda è al centro di una complicata vicenda giudiziaria che sarà affrontata nelle prossime settimane in Cassazione dopo che la Corte d’Appello di Milano aveva deciso di autorizzare il padre Beppino a interrompere l’alimentazione forzata. «Non ho avuto notizie dalla famiglia nel corso della notte - ha spiegato il medico curante di Eluana, Carlo Alberto Defanti -». La situazione, quindi, è sostanzialmente quella di ieri. Eluana due giorni fa aveva avuto una forte emorragia e i medici, in accordo con la famiglia, avevano deciso di non praticarle delle trasfusioni. L’emorragia, però, nel corso del pomeriggio di ieri si è arrestata e, a detta dello stesso Defanti, Eluana potrebbe «riprendersi e non più rischiare la vita».

Per il padre Beppino ieri è stato probabilmente uno dei giorni più difficili. «Se questo non è un inferno...», ha dichiarato l’uomo in serata. «Mi hanno detto che la situazione era grave ma per la prima volta abbiamo trovato un’alleanza terapeuta che ha trovato tutti concordi, quella di non ricorrere ad alcuna trasfusione di sangue perchè allo stato delle cose sarebbe stato un possibile accanimento terapeutico», ha spiegato anche la curatrice Franca Alessio, pure accorsa attorno ieri alle 13 al capezzale di Eluana. A provocare il peggioramento è stata una improvvisa emorragia uterina profusa, non cerebrale come si era detto nel pomeriggio. Una precisazione giunta dal Prof. Carlo Alberto Defanti, neurologo del Niguarda di Milano e che da anni ha in cura la donna. Lo stesso specialista, nel spiegare che «si è arrestata spontaneamente» ha aggiunto che «se la situazione si stabilizza tutto torna come prima anche se il livello di guardia rimane altissimo».
Da La Stampa.it