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martedì 10 febbraio 2009
giovedì 13 novembre 2008
Eluana, la Cassazione ha deciso: stop all'alimentazione
Da L'UnitàIl ricorso è bocciato. E Beppino Englaro può finalmente decidere di sospendere l’alimentazione forzata di sua figlia Eluana. La Corte di Cassazione ha messo la parola definitiva sulla vicenda della ragazza in coma da sedici anni: conferma il decreto dello scorso luglio della Corte d'appello di Milano che aveva dato il via libera allo stop per i trattamenti sanitari che tengono in vita la 37enne. E boccia il ricorso che aveva avanzato al procura di Milano.
Finisce un calvario che ha scatenato la guerra tra i sostenitori della libertà di scelta per chi praticamente non vive più e chi invece continua a sostenere la dignità della vita anche quando non è più tale.
Il verdetto della Cassazione ha in sostanza accolto la richiesta del procuratore generale della Corte, Domenico Iannelli, che martedì aveva giudicato «inammissibile» il ricorso portato avanti dalla Procura di Milano: l pm di Milano che ha fatto ricorso contro la sentenza sulla sospensione dell’alimentazione, secondo Iannelli, infatti, non era «legittimato a muovere l'azione», in quanto, secondo il pg non si tratta di «un interesse generale e pubblico ma di una tutela soggettiva e individuale» di Eluana.
Insomma, la sentenza di luglio, in cui si sosteneva la sospensione delle cure, si riferiva ad un caso specifico, supportato da perizie mediche che hanno dimostrato come Eluana sia clinicamente morta. E ora le Sezioni unite della Corte di Cassazione hanno confermato che la procura di Milano non era legittimata ad impugnare la sentenza.
Le prime parole del padre, Beppino Englaro, alla notizia del verdetto sono state secche: «È la conferma che viviamo in uno stato di diritto».
domenica 12 ottobre 2008
Eluana e la sua vita senza vita
I medici rinunciano alle trasfusioni: «Non vogliamo accanirci su di lei». Il padre: «Un'altra giornata d'inferno»LECCO
Sono rimaste stabili, dopo l’arresto della grave emorragia dei giorni scorsi, le condizioni di Eluana Englaro, la donna di 37 anni di Lecco, in stato vegetativo da oltre 16 anni a causa di un incidente stradale.
La vicenda è al centro di una complicata vicenda giudiziaria che sarà affrontata nelle prossime settimane in Cassazione dopo che la Corte d’Appello di Milano aveva deciso di autorizzare il padre Beppino a interrompere l’alimentazione forzata. «Non ho avuto notizie dalla famiglia nel corso della notte - ha spiegato il medico curante di Eluana, Carlo Alberto Defanti -». La situazione, quindi, è sostanzialmente quella di ieri. Eluana due giorni fa aveva avuto una forte emorragia e i medici, in accordo con la famiglia, avevano deciso di non praticarle delle trasfusioni. L’emorragia, però, nel corso del pomeriggio di ieri si è arrestata e, a detta dello stesso Defanti, Eluana potrebbe «riprendersi e non più rischiare la vita».
Per il padre Beppino ieri è stato probabilmente uno dei giorni più difficili. «Se questo non è un inferno...», ha dichiarato l’uomo in serata. «Mi hanno detto che la situazione era grave ma per la prima volta abbiamo trovato un’alleanza terapeuta che ha trovato tutti concordi, quella di non ricorrere ad alcuna trasfusione di sangue perchè allo stato delle cose sarebbe stato un possibile accanimento terapeutico», ha spiegato anche la curatrice Franca Alessio, pure accorsa attorno ieri alle 13 al capezzale di Eluana. A provocare il peggioramento è stata una improvvisa emorragia uterina profusa, non cerebrale come si era detto nel pomeriggio. Una precisazione giunta dal Prof. Carlo Alberto Defanti, neurologo del Niguarda di Milano e che da anni ha in cura la donna. Lo stesso specialista, nel spiegare che «si è arrestata spontaneamente» ha aggiunto che «se la situazione si stabilizza tutto torna come prima anche se il livello di guardia rimane altissimo».
Da La Stampa.it
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