Buonasera Chicago.
Se c’è qualcuno là fuori che ancora dubita che l’America sia un paese dove tutto è possibile, che ancora si chiede se il sogno dei nostri padri fondatori sia ancora vivo in quest’epoca, che ancora si chiede quale sia la forza della nuova democrazia, beh, stasera ha avuto una risposta.
E’ la risposta delle file intorno alle scuole, intorno alle chiese, numeri che questo paese non ha mai visto, con persone che hanno aspettato tre, quattro ore, molti per la prima volta nella loro vita. Perché credevano che questa volta le cose dovevano essere diverse, che la loro voce avrebbe rappresentato questo cambiamento. Le voci dei giovani e dei vecchi, dei ricchi e poveri, dei democratici, repubblicani, bianchi, neri, ispanici, nativi, omosessuali, eterosessuali, abili, disabili; gli americani hanno lanciato un messaggio al mondo: non siamo mai stati una raccolta di individui, non siamo mai stati una raccolta di stati rossi o blu, siamo stati e sempre saremo gli Stati Uniti d’America.
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mercoledì 5 novembre 2008
Obama, primo discorso da Presidente laico
L’incipit del primo discorso di Obama da Presidente degli Stati Uniti d’America dà valore all’uguaglianza oltre tutte le barriere. Lo riportiamo di seguito.
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martedì 4 novembre 2008
Un sogno divenuto realtà
«I have a dream», 45 anni dopoROMA (5 novembre) - Il sogno di Martin Luther King è diventato realtà, 45 anni dopo quel "I have a dream" (Ho un sogno) del famoso discorso tenuto dall'icona dei diritti civili dei neri il 28 agosto 1963 davanti al Lincoln Memorial di Washington al termine di una marcia di protesta per i diritti civili. Oggi i cittadini americani hanno deciso che Barack Hussein Obama sarà il primo presidente nero degli Stati Uniti, il primo uomo di colore ad insediarsi alla Casa Bianca. E' un segnale indiscutibile di coraggio, di capacità di cambiare. E' un segnale che conferma che l'America sa sempre trovare dentro di sé - soprattutto quando tutto sembra andare per il verso sbagliato - la forza, la determinazione e le motivazioni per scegliere strade nuove, per avviarsi in sentieri inesplorati alla ricerca ancora di un'altra "nuova frontiera".
Obama è figlio di un immigrato keniano e di una donna bianca del Kansas. Ha vissuto la sua infanzia tra le Hawaii, dove è nato, e l'Indonesia, ha combattuto per poter crescere in un'America che non gli mai ha regalato niente, ma che gli ha anche dato le possibilità di meritarsi una scalata sociale - dalla Columbia University alla Harvard Law School - che sarebbe molto difficile in qualunque Paese europeo. Il nuovo presidente Usa ha saputo incarnare l'anima profonda degli americani, quella che sa vivere di sogni e traguardi apparentemente irraggiungibili, di cambiamento e di nuove sfide. In lui, gli americani che oggi guardano con paura a un futuro dai contorni indefinibili e carico di presagi negativi, hanno visto un uomo capace di dare nuove speranze e, forse, di indicare una strada diversa da quella difficile e tortuosa che sono costretti a percorrere da qualche tempo. I paragoni, per ora sicuramente prematuri, fatti con John Fitzgerald Kennedy si giustificano, in parte, più dal lato emotivo che da quello concreto dei programmi e dei fatti, anche se Obama ha già indicato alcuni cambiamenti strutturali davvero significativi. Ma il punto fondamentale è che Obama ha saputo parlare al cuore dei suoi concittadini, dando loro la sensazione e, forse, la convinzione che un cambiamento non solo è necessario, ma anche possibile.
Gli Stati Uniti oggi hanno dato una lezione importante anche alla Vecchia Europa. Nei momenti difficili gli americani sanno ritrovarsi come hanno fatto oggi nelle lunghe file, in tutti gli angoli del Paese, davanti ai seggi elettorali. Sanno decidere con coraggio senza guardarsi indietro, sanno
scegliere senza paura di sbagliare, sanno osare e voltare pagina. Non in tutti i Paesi europeo oggi sarebbe possibile immaginare un presidente di colore figlio di un immigrato.
Il Messaggero
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domenica 28 settembre 2008
Un piccolo grande miracolo a Lecce: la destra apre ai diritti delle coppie di fatto
LECCE, 26 OTTOBRE 2008Si è tenuto lo scorso venerdì 26 a Lecce un Convegno su “Differenze di genere, orientamento sessuale e cittadinanza, oltre tutte le barriere" ed io sono stata molto felice di parteciparvi; per farlo ho dovuto abbandonare un impegno di lavoro, ma, ne valeva la pena.
Il convegno è stato organizzato da un’associazione nata da poco nel salento che si occupa di tematiche glbte, il Circolo Pasolini, il quale ha come 'mission' oltre alla battaglia per i diritti civili delle persone omosessuali e transessuali, anche quella della lotta alla discriminazione delle persone eterosessuali.
Un circolo politicamente trasversale, e questo è il fatto più di rilievo caratterizzante l'associazione, pensato così dai suoi fondatori proprio per rapportarsi in maniera neutrale con la sinistra e con la destra, lasciando a casa tutti gli steccati ideologici che spesso sono di ostacolo al dialogo delle associazioni con le istituzioni.
Ne valeva la pena soprattutto per il miracolo al quale ho potuto assistere: per la prima volta a Lecce, un assessore dell'attuale giunta di destra (la parte teoricamente più conservatrice verso la promozione dei diritti civili), il medico Fulvio Lecciso, assessore ai Servizi sociali, è intervenuto ed ha accolto positivamente l’istanza di dialogo presentata dal Presidente del Circolo, Roberto Mancuso sui diritti delle persone Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali, transessuali).
A me questo è sembrato già un miracolo, un piccolo spiraglio di luce dal quale non vedevamo davvero l’ora di essere illuminati.
Ci auguriamo, noi di salento laico, di poter intraprendere col circolo una proficua collaborazione, e sono certa che ciò potrà accadere perché oltretutto Roberto Mancuso, già membro dell’associazione radicale “Diritto e Libertà”, ha contribuito a far nascere SalentoLaico. Una delle cooperazioni che ci prefiggiamo sin da ora di poter approntare è quella della terminazione della raccolta delle firme per la petizione in favore delle coppie di fatto nel comune di Lecce.
Sotto uno stralcio del discorso del Presidente di apertura al convegno.
Siamo nel XXI° secolo e nel nostro Paese viviamo ancora una realtà per la quale esistono persone che per la loro identità di genere o per il loro orientamento sessuale subiscono discriminazioni di natura sociale, giuridica, politica ed economica: questo accade in un Paese che fa parte dell’Unione Europea, questo accade in un Paese tra i più avanzati al mondo, questo accade, dobbiamo dircelo chiaramente, in un Paese che fa dei dettami delle gerarchie dei 42 ettari di uno Stato estero, quello Vaticano, il proprio indirizzo politico. Tutto questo è a mio avviso scandaloso perchè in contrasto con i principi di uguaglianza e di parità sanciti dalla nostra Costituzione, perchè è in contrasto con la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, perchè è in contrasto con numerose Convenzioni internazionali. Nessun diritto per le persone LGBT, solo doveri, nessuna tutela per le nuove famiglie non fondate sul matrimonio, nessuna possibilità di accedere all’istituto giuridico del matrimonio per persone dello stesso sesso, nessuna tutela o diritto successorio per le coppie dello stesso sesso, nulla, il nulla. E’ questa l’Italia? (...) Continua su www.circolopasolini.it
maria grazia manca
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